Lega dei Ticinesi

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AET: la Lega dice NO al carbone germanico PDF Stampa E-mail
domenica 21 febbraio 2010
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Costa troppo, non permette al Ticino di rivolvere il problema energetico: insomma, NO!

AET manca completamente di trasparenza. Non vuole fare chiarezza né sulle perdite, e nemmeno sui prezzi praticati alle aziende di distribuzione. Inoltre, l'elettricità prodotta con il carbone è costosa, inquinante e impopolare. La Lega dei Ticinesi conferma quindi il proprio NO all'investimento nella centrale carbonara di Lünen, investimento che ha tutte le premesse per risolversi come le precedenti avventure all'estero di AET, volute da Paolo "Rasputin" Rossi e da Reto "Falco" Brunett: ossia, in uno sfacelo. Di seguito la posizione ufficiale del nostro Movimento.

La Lega dei Ticinesi, in merito alla partecipazione di AET nella centrale a carbone di Lünen, conferma l’orientamento iniziale di rifiuto.

In Gran Consiglio dunque il gruppo parlamentare leghista voterà NO a detta partecipazione.

Vari motivi stanno alla base di tale scelta, largamente discussa all’interno del Gruppo parlamentare. Tra questi indichiamo:

  • La totale mancanza di trasparenza AET. L’azienda elettrica ticinese non ha mai voluto indicare in modo chiaro a quanto ammontano le perdite ed i capitali (di proprietà del contribuente ticinese) messi a rischio nelle scriteriate operazioni all’estero dell’era Rossi e Brunett. Si stima che siano stati buttati a mare almeno 150 milioni di Fr, che adesso si tenta di recuperare tramite aumenti tariffari, oltretutto imposti in tempo di crisi.
  • AET si rifiuta pervicacemente di rendere noti i prezzi da lei praticati alle varie aziende di distribuzione. Sappiamo che al proposito vengono messe in atto delle discriminazioni non di poco conto. La Lega chiede che i prezzi praticati da AET alle varie aziende di distribuzione vengano immediatamente resi pubblici.
  • Con la nomina, ai vertici di AET, del duo Pronini – Nauer, già manutengoli sia di Paolo Rossi che di Reto Brunett, e con un “nuovo” CdA composto interamente da riciclati del “vecchio”, con l’unica eccezione del membro leghista, è evidente che l’Azienda elettrica ticinese non ha imparato nulla dalle disavventure passate, e non ha alcuna intenzione di procedere all’indispensabile cambiamento di rotta. Ci sono dunque tutte le premesse perché l’avventura del carbone tedesco si concluda nell’ennesimo disastro, che verrà poi pagato dal contribuente tramite aumenti tariffali per tappare i buchi (vedi quanto già accaduto nel 2010).
  • L’energia prodotta dal carbone è troppo costosa. Inoltre costituisce una scelta politicamente inopportuna e sgradita alla popolazione.
  • La Lega dei Ticinesi ritiene che AET debba concentrarsi sulle sue competenze principali, che hanno garantito sinora l’approvvigionamento elettrico del Ticino: produzione idroelettrica locale e svizzera e commercio di energia elettrica.

Lega dei Ticinesi

 

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