| E se Silvio arriva, il benvenuto glielo diamo noi! |
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| mercoledì 30 dicembre 2009 | |
Striscioni di ironico “benvenuto” per il presidente italiano del
Consiglio, che dovrebbe sottoporsi ad un trattamento sanitario alla
clinica "Ars medica" di Gravesano, sono comparsi nel pomeriggio di oggi
in vari punti del Sottoceneri. Imbandierato anche il cavalcavia di
Manno, con rivendicazione da parte delle “Milizie autonome leghiste”.
![]() ![]() ![]() Quando arriverà, e se arriverà, Silvio Berlusconi saprà almeno quale sia l’umore del Ticino e dei ticinesi verso il suo Governo, ed in particolare verso quel Giulio Tremonti che giorno dopo giorno continua nella campagna personale di aggressione contro il sistema bancario e contro la piazza finanziaria. Accoglienza nel segno della protesta, con messaggi ironici ma dalla chiarezza cristallina. Nel pomeriggio di oggi, con un “Blitz” scattato simultaneamente in vari punti del territorio sottocenerino, striscioni di “benvenuto” sono comparsi in zone nevralgiche per il transito automobilistico: ad esempio sul cavalcavia di Manno, allo svincolo della A2, e nel centro di Gravesano, sede di quella clinica “Ars medica” in cui lo stesso presidente italiano del Consiglio verrebbe ricoverato - forse già stasera, forse domani: le voci si rincorrono ma non trovano conferma; secondo un'indicazione raccolta in serata dal "MattinOnline", l'arrivo avrebbe luogo solo nei primi giorni del 2010 - per essere sottoposto ad un delicato trattamento maxillofacciale. Intervento più che mai necessario, stante la necessità di rimarginare i danni fisici subiti in séguito all’aggressione di domenica 13 dicembre in piazza Duomo a Milano, autore il 42enne Massimo Tartaglia.
Sull'azione, in tardo pomeriggio, un comunicato-stampa a nome delle stesse "Milizie". Questo il testo: "In data odierna, le “Milizie della Lega dei Ticinesi” hanno collocato in vari punti del Sottoceneri alcuni striscioni di “benvenuto” per Silvio Berlusconi, presidente italiano del Consiglio, del quale è annunciata da giorni una probabile degenza in una clinica del Luganese. I messaggi, in nessun modo offensivi, sono stati esposti in particolare sul cavalcavia della A2 a Manno e nei dintorni della medesima struttura ospedaliera. L’azione - da considerarsi come la prima di una lunga serie - viene rivendicata come segnale di protesta per la politica di continua aggressione condotta dalle autorità politiche italiane contro il Ticino e, in ispecie, contro la sua piazza finanziaria". Netta la protesta per l'intervento degli agenti della Polcantonale: "Non possiamo che condannare questa singolare e fin troppo tempestiva azione di forza dell’autorità pubblica, azione che viola il diritto dei ticinesi ad una protesta civile e non violenta.Irrita, sorprende e delude quindi il riscontrare che le nostre stesse forze di Polizia, pagate dai cittadini ticinesi, si pongano “de facto” al servizio di un potente imprenditore e politico straniero, privando l’opinione pubblica del benché minimo diritto alla libera espressione di un pensiero critico". |
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