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Libera circolazione con Bulgaria e Romania. Ennesimo ricatto degli eurobalivi PDF Stampa E-mail
lunedì 02 giugno 2008
padroni in casa nostra
Ubi Lega, ibi Libertas! Padroni in casa nostra!

Come c’era da aspettarsi, l’Unione europea si è nuovamente prodotta in quella che, a mente (?) sua, dovrebbe suonare come una minaccia: se la Svizzera non ratifica la libera circolazione delle persone anche con la Romania e la Bulgaria, saltano tutti i Bilaterali.

Ora, viste le prevedibili ed ovvie conseguenze che stanno avendo ed hanno avuto i Bilaterali sul nostro mercato del lavoro (gli svizzeri non hanno più la precedenza in casa propria nella ricerca di un impiego ma si vedono esclusi a vantaggio di manodopera straniera a basso costo) se anche dovesse saltare tutta la baracca bilaterale, nessuno si straccerà le vesti. Anzi.

L’arroganza europea non sarà mai sottolineata abbastanza. E costituirebbe già da sola un motivo sufficiente per votare No all’ennesima estensione della libera circolazione delle persone. E’ chiaro che, secondo gli eurocrati di Bruxelles, non può esistere alcun diritto di scelta: la Svizzera deve estendere la libera circolazione delle persone a tutti i nuovi Stati membri UE, compresa dunque presto la Turchia. Naturalmente dovrà anche pagare miliardi di contributi di coesione: ma per questo, stranamente, i soldi ci sono, e nessuno ha minacciato la chiusura di scuole e ospedali.

Il colmo è che gli eurobalivi vedono la pagliuzza nell’occhio altrui ma non il baobab nel proprio. Ma come: proprio mentre tutti i paesi UE fanno retromarcia sulla libera circolazione con i nuovi stati membri del carrozzone europeo, mentre la Germania decreta rinvii fino al 2011 e l’Italia si appronta ad espellere in massa i Rom rumeni (cittadini UE), da Bruxelles si ha la tolla di esigere che la Svizzera sia più papista del Papa e spalanchi le proprie frontiere subito, senza tanti se né ma. Un po’ come quando si pretende che la Confederazione smantelli il proprio segreto bancario mentre i paradisi fiscali londinesi, lussemburghesi e austriaci vengono bellamente tollerati.

Gli eurobalivi ed i loro reggicoda nostrani – tutta gente con i piedi bene al caldo che di sicuro non finirà mai né in disoccupazione, né in assistenza – dimostrano inoltre la più completa ignoranza in materia di democrazia diretta.

I cittadini svizzeri non possono tollerare questi ricatti, e devono dimostrarlo. La libera circolazione con la Romania e con la Bulgaria avrebbe conseguenze deleterie sia dal profilo occupazionale che da quello della sicurezza: e già o oggi le carceri elvetiche scoppiano di detenuti rumeni, chissà perché? (e ci piacerebbe anche sapere quali reati stanno scontando, non certo il furto di susine al mercato).

Quindi bisogna votare un No convinto, che chiarisca agli eurobalivi, notoriamente duri di comprendonio, che, se pensano di poterci minacciare e ricattare, non hanno capito da che parte sorge il sole. Da questi ricatti e minacce dobbiamo difenderci: non aspettiamoci che lo faccia un Consiglio federale che scodinzola come un bracco davanti a tutto quello che è apertura, internazionalismo e buonismo ad oltranza, e quindi messa allo sbaraglio della popolazione elvetica.

Ai tempi degli Asburgo - che in quanto a dispotismo non erano molto diversi dalla Commissione europea ma, a differenza di quest’ultima, avevano molto più stile, e non hanno mai preteso di legiferare sulla curvatura delle banane -  i nostri antenati per difendersi dovevano prendere bastoni e forconi. A noi basterà prendere una penna per mettere un bel No sull’estensione della libera circolazione a Bulgaria e Romania. E non sarà di certo l’Unione europea a disdire di sua iniziativa degli Accordi bilaterali da cui trae solo vantaggi: quello sarà invece compito nostro.

 

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