| Attilio Bignasca, all'unanimitą nel gruppo parlamentare UDC svizzero |
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| sabato 24 novembre 2007 | |
![]() Nessun contrario, a parte l'Udc ticinese, all'entrata di Bignasca nel gruppo SVP Da: Mattinonline.ch Partiamo dalla cronaca, che è poi quel che il destino ci attribuì come compito diuturno, e da modesti scrivanti all’opra ci accingiamo. La conferma della presenza di Bignasca nel gruppo parlamentare Udc è venuta questo pomeriggio dai responsabili centrali del partito, con decisione espressa all’unanimità. “Unanimità”, oltre San Gottardo, significa “unanimità” proprio come da noi, sapete? Cioè: tutti, nessuno escluso, nessuno che per non sembrare il solito bastiancontrario si sia dileguato un attimo prima del voto adducendo motivi di famiglia o un’improvvisa ed inderogabile necessità di carattere idraulico causa prostata. Bignasca, brillantemente rieletto nella tornata delle Federali 2007 (grazie ancora una volta, gente), potrà fare esattamente quel che ha fatto nella legislatura precedente, ossia il leghista in seno all’Udc, e chissà che certe istanze “pro Ticino” diventino moneta corrente nella formazione di maggioranza relativa dove le messi di parlamentari abbondano (è fresco di “promozione” al Consiglio nazionale anche Lukas Reimann, sangallese di Arrau che con i suoi 25 anni diventa il più giovane membro della Camera bassa). E tutto finirebbe qui, se non fosse proprio per quell’unanimità con cui la candidatura è stata accettata, e senza obiezione alcuna, e senza discussione sui “se” e sui “ma” (che non c’erano, in effetti). Contro l’ammissione del consigliere nazionale leghista si erano infatti dichiarati in modo persino virulento, con tanto di Comitato cantonale convocato in forma straordinaria, i rappresentanti dell’Udc Ticino, secondo i quali mai e poi mai vi sarebbe stato un decente indice di gradimento a favore di Bignasca. Eggià: tanto che, pur ritirando il proprio candidato in vista del ballottaggio per il Consiglio degli Stati, i novelli comunardi si erano rifiutati di esprimere un’indicazione di voto pro-Bignasca, pronunciandosi ad esclusivo sostegno di Filippo Lombardi. Bignasca, per quest’ultima sgarberia affatto gratuita, non aveva fatto nemmeno un “plissé”; quel che aveva da dire era già stato detto in precedenza. Ovvero: che il parere dei ticinesi in quota Udc, a Berna ed a Zurigo ed in qualsiasi altro angolo della Confederazione, valeva zero quanto «il due di picche quando si gioca a briscola». Per carità, è buona regola l’essere fieri nella sconfitta e moderati nella vittoria; il reingresso di Attilio Bignasca, che era stato corteggiato discretamente anche dalla sponda Plr (e con qualche elogio da parte di Fulvio Pelli), porta tra l’altro al gruppo Udc un rappresentante commissionale in più. Ma adesso Pierre Rusconi e quanti fanno per lui avranno un motivo in più per riflettere: di quale e di quanta considerazione godono essi al cospetto di un Christoph Blocher, di un Samuel Schmid, di un qualunque consigliere di Stato udicino in Argovia, di una qualsiasi granconsigliera udicina a Lucerna, di un qualsivoglia municipale udicino a Silenen-Amsteg-Bristen, e via via elencando sino all’ultimo neoconsigliere comunale udicino nel più remoto villaggio? Bignasca nel gruppo UDC? "E' il seguito logico delle cose"
Sì del consigliere nazionale leghista Attilio Bignasca all'UDC che, corteggiato dal PLR, ritiene la sua appartenza alle camere al gruppo democentrista una logica conseguenza naturale delle cose. tio.ch |
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